PROVE DI RESISTENZA ALLE MACCHIE E AL CALORE

 

I consumatori desiderano che i loro pavimenti, i loro top cucina e i loro piani bagno siano facili da pulire e che non si danneggino a contatto con oggetti caldi (e.g., pentola appena tolta dal fornello). Proprio per questa ragione, la ricerca di nuovi materiali e trattamenti verte a ridurre la sensibilità dei pavimenti, top bagno, top cucina e superfici in genere alla macchiatura accidentale.

 Esistono diversi metodi di prova per valutare la resistenza alle macchie dei materiali, in funzione del tipo di materiale e della destinazione d’uso.

 Queste tipologie di prova sono applicabili anche per testare l’efficacia di trattamenti superficiali (e.g., oleo- e/o idrorepellenti) e di prodotti di pulizia specifici.

 Clicca qui per visualizzare tutte le prove di resistenza alle macchie eseguite da Veneta Engineering.

 

Per supporto sulla scelta del test di macchiabilità da eseguire
contatta il Laboratorio prove su materiali lapidei di Veneta Engineering.

PROVE DI RESISTENZA ALLO SCIVOLAMENTO

 

La resistenza allo scivolamento è una proprietà delle pavimentazioni estremamente importante nella definizione dei parametri di sicurezza e della salute degli utilizzatori. Infatti, pavimenti scivolosi rappresentano potenziali cause di infortuni, anche gravi.

Per questo motivo, la determinazione della resistenza allo scivolamento (o scivolosità) della pavimentazione riveste un ruolo fondamentale in sede di progettazione degli edifici, specialmente di quelli a destinazione pubblica (es: scuole, ospedali, teatri, piscine, supermercati, eccetera) o industriale (es: fabbriche di prodotti alimentari, officine, eccetera).

Esistono diversi metodi di prova per valutare la resistenza allo scivolamento di una superficie.

Purtroppo, i risultati ottenuti dalle diverse metodiche di prova non sono statisticamente correlabili tra loro: da qui, la difficoltà intrinseca di determinare la resistenza allo scivolamento, e la conseguente necessità di saper scegliere il test idoneo al particolare utilizzo di un pavimento e/o di una certa area, sia essa pubblica, privata, di un luogo di lavoro, palestra, piscina, e così via.

Clicca qui per visualizzare tutte le prove di resistenza allo scivolamento eseguite da Veneta Engineering.

 

Per supporto sulla scelta del test di scivolosità da eseguire
contatta il Laboratorio prove su materiali lapidei di Veneta Engineering.

 

 

Focus on:     PROVA DI SCIVOLOSITA' SECONDO DIN 51130:2014 (classi R9 - R13, metodo della rampa)

 

È un metodo di prova tedesco che permette una misura diretta in Laboratorio della scivolosità. Una rampa inclinabile viene rivestita con la pavimentazione da testare e si registra l’angolo di inclinazione al quale i due operatori, indossando le opportune calzature e camminando avanti e indietro sulla pavimentazione oliata, scivolano. In base all’angolo di scivolamento registrato, è possibile classificare la pavimentazione da R9 (= pavimentazione più scivolosa) a R13 (=pavimentazione meno scivolosa).

In Germania questa prova va obbligatoriamente effettuata su pavimenti posati in edifici pubblici, di lavoro, scuole ed ospedali. Trova sempre più frequenti applicazioni anche in Italia e in Europa, in quanto metodo di determinazione diretta della resistenza allo scivolamento.

Inoltre, le prescrizioni contenute nel BGR/GUV-R 181* forniscono utili e pratiche indicazioni sulla classe di resistenza allo scivolamento di sicurezza richiesta per le pavimentazioni di una svariata serie di ambienti di lavoro.

* Il BGR/GUV-R 181 è il Regolamento stilato dall'Ente Tedesco di Assicurazione Obbligatoria contro gli Infortuni (GUV, Gesetzliche Unfallversicherung). Questo testo è rivolto principalmente al datore di lavoro con lo scopo di accompagnarlo nell'attuazione degli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza e/o dalle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie sul lavoro.

Schema esemplificativo di esecuzione della prova secondo DIN 51130.     

 

 

Focus on:     PROVA DI SCIVOLOSITA' SECONDO D.M. 236/89 (metodo B.C.R.A., detto anche tortus)

 

Questa prova permette di misurare il coefficiente di attrito dinamico attraverso un pattino standardizzato (detto anche elemento scivolante) di cuoio o di gomma che viene fatto scivolare sulla pavimentazione da testare, tramite un piccolo veicolo (scivolosimetro) che viaggia a velocità costante.

Il Decreto Ministeriale Italiano n. 236 del 1989 ("Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilita', l'adattabilita' e la visitabilita' degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche", Pubblicato in suppl. ord. alla Gazzetta Ufficiale n.145 del 23 giugno 1989), al punto 8.2.2 "Pavimentazioni", stabilisce che le pavimentazioni devono essere antisdrucciolevoli, intendendo cioè pavimentazioni realizzate con materiali il cui coefficiente di attrito, misurato con il metodo B.C.R.A., sia superiore ai seguenti valori:

  • 0,40 per elemento scivolante in cuoio su pavimentazione asciutta
  • 0,40 per elemento scivolante in gomma dura standard su pavimentazione bagnata

 

Il metodo B.C.R.A. (o tortus) è applicabile tanto in laboratorio quanto in situ. Pertanto, questa prova è eseguibile:

  • in occasione di collaudi di pavimentazioni interne ed esterne, prevalentemente per luoghi pubblici (scuole, ospedali, centri commerciali, stazioni, uffici, caserme, ambulatori, reparti lavorazione, ecc…),
  • a supporto della produzione per l’identificazione delle finiture compatibili con gli specifici requisiti progettuali,
  • su qualsiasi pavimentazione finita in opera.

 


Il tortus è il metodo normato italiano per testare la scivolosità e la sicurezza delle pavimetazioni,
per questo motivo viene utilizzato anche come metodo di prova in caso di contenziosi o incidenti.

 

Esempio di determinazione del coefficiente di attrito dinamico con scivolosimetro secondo il metodo B.C.R.A. (tortus),
richiamato dal D.M. 236/89 per la sicurezza delle pavimentazioni.